Procedure sul Disco

Il disco intervertebrale è un importante elemento strutturale della nostra colonna vertebrale che subisce inevitabilmente, con il trascorrere del tempo, dei fenomeni degenerativi.

Tra le sue diverse e preziose funzioni ci sono la mobilità, la funzione meccanica di assorbimento degli impulsi, la corretta distribuzione dei carichi lungo la colonna vertebrale dall’apice al coccige, ecc.

Proprio in virtù dell’elevato numero di funzioni che assolve, il disco invertebrale è frequentemente protagonista di sindromi dolorose a carico dei schiena, testa e arti, con casistiche che possono variare per intensità e natura da paziente e paziente. Generalmente le problematiche del disco invertebrale colpiscono pazienti non più giovanissimi, in quanto l’invecchiamento o la dislocazione discale rappresentano fenomeni fisiologicamente legati al tempo e/o alla costituzione fisica e/o alla postura o attività lavorativa del paziente in esame; frequentemente si attestano tra la popolazione di sportivi e atleti di diverse discipline dediti all’agonismo.

Fortunatamente, da alcuni anni esiste la possibilità concreta, sicura ed efficace di intervenire sul disco invertebrale con metodiche di endoscopia mini-invasiva. Attraverso questa terapia è possibile risolvere le problematiche alla base della sindrome dolorosa tramite procedure in anestesia locale con eventuale sedazione (salvo specifiche eccezioni cliniche), e quindi con una notevole riduzione dei rischi intra e post-operatori, nonché dell’entità e della durata dell’operazione stessa.

Mediamente la degenza postoperatoria è estremamente contenuta e non supera le 24 ore (regime day surgery o ricovero di una notte). Il ritorno alla vita lavorativa in genere avviene entro una settimana dall’intervento: una caratteristica che rende l’endoscopia mini-invasiva una terapia ideale anche per tutti quegli atleti che non vogliono sospendere (se non per periodi minimi) la propria attività sportiva.

Le procedure sul disco vengono ordinariamente eseguite attraverso chirurgia endoscopica mini-invasiva comprensiva di asportazione endoscopica di ernie e protrusioni discali con segni di compressione radicolare. L’ampio utilizzo delle metodiche vertebrali endoscopiche è dovuto alla possibilità di ottenere – a parità di indicazione – risultati identici alla chirurgia a cielo aperto, assicurando però la riduzione del rischio interventistico, la diminuzione dell’impatto operatorio sulla vita del paziente e un maggior rispetto delle caratteristiche strutturali della colonna vertebrale.

Anche tecniche di radiofrequenza discale vengono frequentemente utilizzate, in quanto rappresentano un prezioso strumento terapeutico sia per il dolore propriamente discogeno, sia per la capacità di intervenire indirettamente su fenomeni di compressione minima ma dolorosa e potenzialmente rischiosa su strutture nervose adiacenti.

Grandi potenzialità sono offerte anche dalla medicina rigenerativa, con l’utilizzo di cellule staminali anche nel campo del rimodellamento discale.

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